COLLINS & FIZZIES

Sono da sempre oggetto di dibattiti tra i bartenders di tutto il mondo; analizziamo queste due categorie di cocktail e le loro, seppur sottili, differenze. Gli ingredienti sono gli stessi, 1 ¼ Oz di distillato, vino fortificato o liquore, 1 oz di limone, ¾ oz sciroppo di zucchero e soda, ma allora dove stanno le differenze? Le troviamo nel bicchiere di servizio, nel metodo di costruzione dei drinks ed anche dal tipo di soda con cui colmeremo i nostri cocktails.

Il nostro caro “professore” Jerry Thomas ci ha lasciato in eredità il suo libro, più volte modificato e riedito. Nella prima edizione del suo libro “Bartender’s Guide – How to mix drinks”del 1862 non venivano menzionati i collins ed i fizzes, mentre nelle edizioni del 1876 e 1887 subentrano drinks come il Tom Collins ed il Gin Fizz. Nell’edizione del ’76 Jerry Thomas qui elenca i collins ed i fizzes come drink shakerati, ma nell’edizione successiva, quella del 1887, i collins vengono costruiti shakerati mentre i fizzes vengono stirrati.

Questo è in opposizione però a quanto gli attuali “luminari” della mixology attuano nella costruzione dei loro Collins e fizzes, che creano i collins build ed i fizzes shakerati, anche se negli ultimi due decenni la scelta di mixare entrambi i drinks sembra andare per la maggiore, più per una logica di unificazione delle categorie che per uno studio storico. Inoltre cambiano anche il bicchiere di servizio e la tipologia di soda usata, i collins sono serviti nell’omonimo bicchiere e colmati con acqua gasata, quelle delle comuni bottiglIe tanto per intenderci, che presentano una bolla più fine, ma più duratura nel tempo, così come vuole essere il collins, un drink “lungo”, da consumarsi in un periodo di tempo maggiore servito con ghiaccio affinchè se ne mantenga la temperatura adeguata durante la consumazione, mentre  i fizzes sono serviti in bicchieri più bassi, leggermente panciuti, senza ghiaccio (jerry thomas optava per “shaved ice”)e colmati con soda presa o dal sifone o dalla soda gun, che presenta una bolla decisamente più grande, ma anche meno duratura, come vuole la natura del fizz, un drink “corto” richiesto per essere consumato subito, fresco, non ghiacciato e frizzante.